Se con REMS si intenda parlare di un unico autore o di sette scrittori diversi è ancora questione aperta.
Di certo, c’è solo la morte.

REMS nasce come esperimento di scrittura collettiva di riparazione promosso dal Dr. S. all’interno della Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS, per l’appunto) di Bologna, una struttura sanitaria di accoglienza per criminali affetti da disturbi mentali. I sei pazienti coinvolti nel progetto (un serial killer, un piromane, due assassini comuni, una bancaria cleptomane e una fioraia impazzita dopo il terzo divorzio) hanno ben presto capito di non esistere, se non come proiezioni della mente del Dr S., l’unico effettivamente rinchiuso nel REMS. Dopo una complessa autoanalisi di impronta smaccatamente freudiana (il paziente sul lettino pagava regolarmente e profumatamente le sedute al sé stesso che lo stava psicoanalizzando), il Dr S. ha deliberato di non essere lui il pazzo. Il pazzo era Vito. Così l’ha scritto, usando i sei pazienti immaginari di cui sopra come ghostwriter.

WRITERS

BUONO DA MORIRE
Vito indaga

E una volta che si passa un confine,
non si torna più indietro.
Ecco, è nato un serial killer.
Libero, a spasso per Bologna.
Bologna la dotta, la grassa, la rossa.
Bologna sede di stragi.

Stefano Bicocchi, in arte Vito, è uno dei comici più noti d’Italia. Tutti conoscono le maschere che ha indossato in teatro, televisione e al cinema, ma nessuno sa che ne indossa una ogni giorno con cui tiene nascosta agli altri la sua vera natura. Vito, infatti, ha la mente strutturata come quella di un criminale ed è per questo che la Polizia di Bologna da anni si affida in segreto al suo aiuto per risolvere i casi più complicati. Non sanno, però, che il lato oscuro del comico è difficile da tenere a bada e che smania per prendere il controllo.
È Veronica Burroni, ispettrice appena trasferitasi a Bologna, la prima a sondare davvero l’anima di Vito, quando decide di chiedergli aiuto per una serie di casi che nessuno oltre a lei crede siano collegati. Diversi luoghi simbolo della cultura culinaria bolognese sono stati teatro di intossicazioni alimentari e Veronica pensa che siano frutto di un piano terroristico. La sua teoria viene accettata quando ormai è troppo tardi e le intossicazioni sono diventate veri e propri avvelenamenti. La capitale mondiale del cibo entra in crisi e i suoi cittadini sono nel panico. È in questo scenario che il terrorista inseguito da Veronica acquisisce anche un nome: l’Avvelenatore.
Buono da morire è il cibo che  avvelena i bolognesi. Buono da morire è come appare Vito agli occhi di tutti. Buono da morire è il primo capitolo di una serie di romanzi dedicati alle indagini di Vito e Veronica e alla loro caccia all’ Avvelenatore.

Anno pubblicazione: 2019
Pagine: 220
Formato: 14x20
ISBN: 978-88-6810-378-1
DAMSTER Edizioni

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